Ho un lavoro. Per quanto ancora non saprei dire, ma oggi ce l’ho! Sono fortunato quindi, sto meglio di altri. Eppure viaggio da anni sul filo; mi muovo cauto sul crinale della sussistenza, contabile attento di quel che oggi serve.. e tutto il resto non-conta-non-si-può-o-può-aspettare! E viene in mente quell’uomo che cade da un palazzo di 50 piani descritto ne “L’odio” di Kassovitz. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete “Fino a qua, tutto bene. Fino a qua, tutto bene. Fino a qua, tutto bene.” Il problema non è però la caduta, è l’atterraggio! E quando viaggi sul filo ci si sente forse un pò così; non è facile fermarsi; non è facile sedersi un secondo e concedersi magari ad un controllo che non sia reclamato da un sintomo; una visita medica rientra spesso in tutto quel che non-conta-non-si-può-o-può-aspettare! E allora continui a viaggiare, a procedere spedito; non puoi rallentare, non puoi deviare, non puoi quasi respirare.. ma in cuor tuo ringrazi perché almeno in apparenza “tutto va bene” e l’atterraggio sembra magari un pò più lontano, ma chissà..!? A questo punto non so nemmeno bene se si sia compreso.. ma il mio grazie alla Banca delle Visite, ai suoi ideatori e a mia sorella che me ne ha parlato.. lo rivolgo quindi per questo.. per avermi concesso un respiro senza, per un istante, avere la preoccupazione di contare! grazie Ottavio Alberto